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Mecna: il mio viaggio introspettivo tra paternità e terapia. Il tour al via il 17 gennaio

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Da sempre Mecna è una delle voci più amate dai millennial italiani: in bilico tra rap intimista e pop malinconico, rappresenta al meglio il senso di spaesamento di chi non si sente né davvero adulto, né davvero giovane. Corrado Grilli al secolo, nato a Foggia 38 anni fa, a fine ottobre ha pubblicato il suo decimo album, «Discordia, armonia e altri stati d’animo», che descrive come «un tentativo di entrare in connessione con persone a me simili, di ogni età». Il disco — a cui si è aggiunto a metà dicembre il singolo inedito «Se finisse l’amore», un brano delicato e poetico che ben descrive quanto i sentimenti possano essere totalizzanti — è molto variegato.
Ci sono la spensieratezza dei corteggiamenti adolescenziali (in «Alfabeto», in cui riprende «il giochino che alle medie si faceva con la linguetta delle lattine delle bibite»), le grandi domande esistenziali (in «Terapia», dove «mi chiedo se anche io dovrei andare dallo psicologo, ora che non è più un tabù: tutti lo raccomandano e tutti ne hanno uno, ormai sembra che io sia l’unico a non frequentarlo») e tutto ciò che c’è tra questi due estremi.
Comprese vicende molto personali, come quella descritta nella bellissima «A