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Mar Nero come Hormuz: gli attacchi russi fermano l’export di grano ucraino

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I raid russi paralizzano i porti dell’Ucraina. L’export via mare va a picco, grano e mais in rialzo, con probabili rincari sulla spesa.

Da qualche mese, il Mar Nero sembra essere diventato una seconda Hormuz”. A differenza del Golfo Persico, però, qui la materia prima al centro del blocco navale imposto dalla Russia all’Ucraina non è il petrolio, ma il grano.

La campagna russa e la fine dell’export ucraino

Gli strike russi sulle infrastrutture portuali e sulle navi mercantili ucraine vanno ormai avanti oltre due mesi.

Tutto era iniziato nei primi giorni di luglio, quando i primi attacchi russi erano stati giustificati come risposta alla campagna ucraina di 40 giorni che ha visto le Forze armate di Kiev colpire decine e decine di navi mercantili russe nel Mare di Azov.

Da allora, Mosca ha continuato la sua interdizione navale a distanza. L’obiettivo principale non è stato solo colpire i silos di stoccaggio del grano e degli altri prodotti cerealicoli, ma paralizzare completamente la capacità logistica dei terminal portuali di Odessa, Chornomorsk e Pivdennyi.

A due mesi di distanza, questi porti hanno subito devastazioni strutturali gravissime che hanno reso impossibili le normali operazioni di carico e scarico.

Ucraina, gigante cerealicolo

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