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Luna: i campioni cinesi ne riscrivono la storia

Per mezzo secolo, gli scienziati hanno datato la superficie lunare contando i crateri. Più ce ne sono, più la zona è antica. Un metodo ingegnoso, ma con un difetto nascosto: funzionava solo sul lato della Luna che vediamo dalla Terra. Il lato nascosto era rimasto, per forza di cose, fuori dall’equazione. Fino ad oggi.

Una ricerca pubblicata su Science Advances da un gruppo dell’Accademia cinese delle scienze cambia le regole del gioco. Grazie ai campioni prelevati dal lato nascosto della Luna dalla missione Chang’e-6, i ricercatori hanno potuto aggiornare il modello cronologico dei crateri lunari, rimasto sostanzialmente invariato dagli anni delle missioni Apollo. Il risultato è una doppia sorpresa.

smentito Il mito del “lato scudo”. Per decenni si è creduto che il lato nascosto della Luna fosse più martoriato dai crateri perché avrebbe protetto la Terra dagli impatti di meteoriti. Tuttavia, i nuovi dati smentiscono questa ipotesi: il numero di crateri per unità di superficie è rimasto lo stesso su entrambi i lati nel corso della storia. La Luna, in sostanza, ha subito un bombardamento uniforme su tutta la sua superficie.

I campioni della Chang’e-6. Per arrivare a

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