
Prima di stravolgere l’alimentazione, la nutrizione sportiva invita a cambiare prospettiva: la domanda non è se la low carb, un regime a basso contenuto di carboidrati, sia buona o cattiva, “ma quanto la disponibilità di carboidrati sia compatibile con lo sport praticato, l’intensità e la frequenza dell’allenamento, gli obiettivi dell’atleta” spiega la dottoressa Gaia Gottardi, biologa, nutrizionista. “Ridurre i carboidrati comporta adattamenti metabolici importanti, primo fra tutti l’aumento dell’uso dei grassi come carburante: un’elevata capacità di ossidarli, però, non implica un miglioramento della prestazione”.




