
di Marika Giovannini
Se a livello nazionale si ragiona sul Campo largo, Filippo Degasperi (Onda) frena e rilancia la propria coalizione con Rifondazione comunista: «Perché l’alternativa all’attuale governo deve essere solo una?»
Il giorno dopo la vittoria — anche in Trentino — al referendum sulla giustizia, nel centrosinistra la sensazione rimane quella di 24 ore prima. «L’esito del voto dimostra che a livello provinciale le elezioni sono contendibili» è stato il commento che ieri (24 marzo), fuori dall’Aula, è rimbalzato nelle conversazioni tra consiglieri di opposizione. Con una convinzione: se una indicazione il referendum l’ha data, è quella di una presenza nelle valli che va ripresa, costruita, rafforzata. Perché se nelle città il No ha vinto a mani basse — soprattutto nel capoluogo — nelle valli il segnale è di tutt’altro genere. E sconta una distanza che il centrosinistra ora punta a colmare. Soprattutto in vista del prossimo appuntamento elettorale provinciale.
L’Alleanza democratica autonomista
«Ma nelle valli ci stiamo già muovendo» assicurano dal Pd. Con un obiettivo: provare a intercettare le sacche di malcontento rispetto a questa amministrazione provinciale, per inserirsi con un proprio programma e con le proprie proposte. Recuperando anche il gap della presenza «fisica» sul territorio.




