In un teatro raccolto ed emozionato, ieri sera, all’Acacia, Drupi ha reso omaggio a una delle figure più intense e ingiustamente ferite della canzone italiana: Mia Martini. Lo ha fatto riportando sul palco un frammento di storia artistica e umana: la celebre “Reginella”, classico napoletano firmato da Libero Bovio e Gaetano Lama, eseguita in una intensa versione a tre voci insieme a Mario Maglione. Sul maxischermo scorrevano le immagini di Mimì, in un dialogo ideale tra passato e presente che ha commosso il pubblico. Un momento che richiama direttamente il 1988, quando Drupi volle fortemente Mia Martini accanto a sé nel programma televisivo “Master” su Rai 2, sempre con Maglione, proprio per interpretare quella stessa canzone. Una scelta tutt’altro che scontata, in un periodo segnato da pregiudizi feroci nei confronti dell’artista. “O torna Mimì, o ve lo fate da soli”, disse allora Drupi, opponendosi con decisione a un ambiente che lui stesso ha definito ieri sera “disumano e spietato”. Parole dure, che raccontano un’epoca in cui la superstizione arrivò a isolare una delle voci più grandi della musica italiana. “La gente la evitava per scaramanzia”, ha ricordato il cantante, restituendo il clima di emarginazione che




