
di Gloria Bertasi
L’ex presidente del Veneto non ha ancora comunicato il suo no. La coalizione e i timori di sconfitta
Comunali di Venezia, bocce ferme nel centrodestra. Con la palla in mano all’ex presidente del Veneto Luca Zaia che deve sciogliere le proprie riserve dopo le sollecitazioni arrivate da Roma a una sua candidatura a sindaco del capoluogo di regione. Una sua risposta affermativa pare molto difficile, ma al momento il suo nome resta sul piatto. L’altro possibile candidato, il «fucsia» (con un passato nell’Udc) Simone Venturini, entrato nel suo undicesimo anno da assessore della giunta di Luigi Brugnaro, sarà quasi sicuramente la scelta finale. Ma tutto dipende appunto da cosa deciderà il «Doge», chiamato nei giorni scorsi dal numero due di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione del partito della premier, che a nome della coalizione gli avrebbe proposto di correre per Ca’ Farsetti (e come diretta conseguenza in caso di vittoria per la città metropolitana).
Interpellato sull’affaire Venezia in Transatlantico, martedì Donzelli ha sì commentato, ma in modo criptico. «Zaia, come è stata una grande risorsa, importantissima come presidente del Veneto, è una grande risorsa per l’Italia intera — ha detto — quindi ci confronteremo



