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Lo spettro di un ricatto di Trump su una Nato divisa: impegno su Hormuz o basta armi a Kiev

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di Giuseppe Sarcina

A Bruxelles preoccupazione e valutazioni contrastanti. Rutte era convinto di aver placato il presidente degli Stati Uniti, ma lo scontro tra Washington e tutti gli altri Paesi dell’Alleanza perdura

A Bruxelles, nel quartiere generale della Nato, ora sono seriamente preoccupati. L’Alleanza rischia il corto circuito tra le minacce di Donald Trump, la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’Ucraina. Certo, non è la prima volta che Donald Trump si scaglia con durezza contro i partner europei, ventilando l’uscita dalla Nato. Anche se una parola come «disgusto» è difficile da digerire pure per i leader più vicini, per ideologia o interesse, al presidente Usa. Ma non è solo una questione di rispetto pubblico. 

All’interno dell’organizzazione si stanno misurando spinte contrastanti. Le riunioni del Consiglio del Nord Atlantico, l’organismo politico della Nato, si svolgono in un clima spesso surreale. Nei giorni scorsi, giusto per fare l’ultimo esempio, gli alti gradi militari hanno presentato ai rappresentanti dei 32 Paesi membri lo scenario aggiornato sulla guerra in Ucraina. 

Secondo le indiscrezioni raccolte dal Corriere, i generali si sono dichiarati ottimisti: la resistenza di Volodymyr Zelensky sta tenendo, anche se il conflitto durerà, molto probabilmente, per tutto

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