Il Velasca ha da sempre collezionato sconfitte su sconfitte, ma ormai da tre anni i risultati cominciano a emergere, quasi dal nulla. Terzi ma fuori dai playoff per due stagioni di fila, a causa di un regolamento che non permetteva a chi aveva più di 9 punti di distacco dalla squadra che la precedeva di qualificarsi, il Velasca è rimasto con l’amaro in bocca. E questo anche se i risultati, alla fine, non contano. Il calcio è sempre stato un pretesto: il Velasca, infatti, ha attirato l’attenzione perché sulle maglie, anziché i loghi commerciali, ha esposto le produzioni originali di artisti internazionali, trasformando le partite di calcio in una mostra itinerante. Questa stagione, la Lnd ha cambiato il regolamento: playoff in ogni caso, con distacco o meno, dal 2° al 7° posto. Per il Velasca era quasi una beffa. E in silenzio, tutti i giocatori e lo staff si sono fissati un obiettivo: non cascarci. O scudetto o niente. Il Velasca ha macinato punti, forse senza crederci davvero, senza fare calcoli, o almeno facendoli solo con i portieri: tra crociati, polmoni, ginocchia… ce ne sono voluti ben sei per difendere la porta della squadra rossobianca. Il Velasca ha dominato e vinto il




