di Maria Elena Zanini
Liverani, presidente Ania: «La legge deve essere ampliata». Ma ora si pone il tema dei rimborsi in Sicilia: le mareggiate non sono nel testo della Legge di bilancio che ha regolato l’obbligatorietà per le polizze cat nat
Il conto è salato: quasi due miliardi di euro per il Sud Italia. Il ciclone Harry è passato e ha devastato porti, infrastrutture, abitazioni, attività produttive… Poi c’è il dramma in corso a Niscemi, dove una frana rischia di portare via un intero paese. «Una tragedia annunciata», questa, hanno detto in molti. «Una situazione paradossale», commenta invece Giovanni Liverani presidente di Ania. «L’Italia è da sempre un Paese interessato dalle catastrofi naturali: il 40% del suo territorio è a rischio sismico, il 90% dei comuni italiani è classificato con “rischio idrogeologico elevato”: terremoti frane, alluvioni, esondazioni. Si parla, si polemizza e invece bisogna fare, perché queste sono catastrofi da cui ci si può proteggere. Verso questi fenomeni in Italia purtroppo si spera ancora nella fortuna o nell’intervento dello Stato invece di fare quello che serve».
Cosa si può fare allora?
«La soluzione c’è e il Governo ha cominciato ad introdurla con l’obbligatorietà per le imprese di assicurarsi




