di Redazione Economia
L’Italia torna a pagare l’energia molto più dei partner europei: elettricità fino a 70 euro/MWh più cara e gas a +161% in un anno. Confcommercio stima oltre un miliardo di costi extra per commercio, turismo e ristorazione
Il nuovo rialzo dei prezzi energetici rischia di riaccendere le pressioni inflazionistiche e frenare la crescita economica italiana. A lanciare l’allarme è Confcommercio, che in un’analisi realizzata con il Centro Europa Ricerche (Cer) evidenzia come l’Italia continui a scontare un forte svantaggio competitivo rispetto ai principali Paesi europei a causa della sua elevata dipendenza dal gas nella produzione di energia elettrica. Secondo lo studio, a settembre il Prezzo unico nazionale (Pun), il riferimento per il mercato all’ingrosso dell’elettricità, è risultato superiore del 73,3% rispetto alla media del 2025 e addirittura del 271% rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Sebbene il rincaro dell’energia stia interessando tutta l’Europa, il differenziale italiano resta particolarmente ampio: il prezzo dell’elettricità supera infatti di 65 euro per megawattora quello tedesco, di oltre 67 euro quello spagnolo e di quasi 70 euro quello francese.
Lo spread energetico
Uno «spread energetico» che, secondo Confcommercio, si è ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna




