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«Liste d’attesa, in Trentino c’è una zona grigia», Cia contesta i dati forniti dall’Azienda sanitaria

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di Matteo Sannicolò

Dopo la strigliata del ministro Schillaci arriva l’interrogazione di Forza Italia: «Serve più trasparenza, c’è uno scostamento tra numeri e realtà e si misura»

Il tema delle liste d’attesa è tornato al centro del dibattito dopo le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci, che la scorsa settimana ha strigliato le Regioni e, nello specifico, gli amministratori del sistema sanitario a livello locale. Chiedendo sostanzialmente di «cessare quelle pratiche che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando in ordine non si è». Schillaci ha quindi parlato di «agende pulite sulla carta, liste apparentemente brevi e standard rispettati almeno nei registri», definendoli «trucchi scandalosi».

L’interrogazione 

Parole che sono diventate un vero e proprio assist per il consigliere Claudio Cia (Forza Italia), che ha utilizzato le dichiarazioni del ministro come premessa per depositare un’interrogazione sull’annoso tema dei lunghi tempi d’attesa nel sistema sanitario pubblico. In particolare, Cia ragiona sull’esistenza di una fase di attesa precedente alla prenotazione effettivamente agganciata: «Una fase che può incidere in modo determinante sull’attesa reale percepita dai cittadini», approfondisce il consigliere provinciale, portando l’esempio di una prima visita oculistica. Prendendo in esame quanto pubblicato sul sito dell’Asuit nella sezione «Rilevazione

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