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“L’Iran vincitore”: ma davvero?

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Federico Rampini / CorriereTv

Trump sembra aver rinunciato a bombardare le centrali elettriche iraniane e per questo il regime di Teheran canta vittoria. Ma al di là della propaganda di regime, c’è una gran voglia in giro di proclamare la sconfitta degli Stati Uniti in questa guerra. 
C’è anche qui negli Stati Uniti. Mezza America tifa perché l’America perda. Però attenzione per non farsi trascinare dalla ostilità nei confronti di Trump e o di Netanyahu.

Proviamo a immaginare un bilancio del conflitto rovesciato. Immaginiamo una situazione ipotetica in cui gli iraniani hanno ucciso Netanyahu, ucciso il capo delle forze armate israeliane, ucciso il capo del Mossad, distrutto l’aviazione e la Marina di Israele e stanno sistematicamente bombardando le fabbriche di armi di Israele. Non staremmo parlando di una sconfitta di Israele o di una vittoria dell’Iran.

Si rischia di essere un po’ troppo obnubilati dall’antipatia o ostilità nei confronti di Trump e Netanyahu, che hanno fatto tante cose pessime per meritarsi questi sentimenti diffusi. 
E tuttavia un altro elemento che bisogna tener presente è questo: qui a New York, alle Nazioni Unite il piccolo Bahrain, uno dei tanti Stati arabi del Golfo che sono stati colpiti da rappresaglie selvagge e indiscriminate dell’Iran, ha presentato

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