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L’intesa segreta con Sofia, le truppe del Kosovo a Gaza: l’Est che offre aiuto a Trump

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di Francesco Battistini

L’altro fronte della Nato: anche Romania, Polonia e Baltici dissentono con i «volenterosi» sull’appoggio alla guerra in Iran

Una notte di febbraio, quando l’attacco all’Iran non era ancora cominciato, all’aeroporto di Sofia atterrarono dagli Usa sette aerei cisterna militari per rifornimento in volo, tre cargo C-17 e C-130, diversi Boeing 747 per il trasporto truppe. «Una normale esercitazione pianificata da tempo», fu la spiegazione del governo. E nessuno la trovò strana: da più di 20 anni, la Bulgaria è nella Nato e ospita una guarnigione americana sul Mar Nero. Ora però l’Iran ha minacciato i bulgari di rappresaglie. E la ministra degli Esteri Nadejda Neinski ha dovuto ammettere un’altra verità: c’è un accordo segreto con Washington e da un mese, per bombardare Teheran, si decolla anche dall’aeroporto civile Vassil Levski. 

Se la Nato è una tigre di carta che disgusta Donald Trump, ci sono tigrotti che lo compiacciono. Per esempio i sette Paesi dell’Est — i Baltici, la Cechia, l’Albania, il Kosovo e la Nord Macedonia — che dissentono dagli altri 25 dell’Alleanza e sostengono con convinzione la guerra all’Iran. 

O quelli che lo fanno senza dirlo, come la Bulgaria. O che

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