
di Aldo Cazzullo
Dal nostro archivio. Il fondatore della Lega venne colpito da un malore nella primavera del 2004. Un anno dopo, rilasciò questa intervista
Umberto Bossi è morto il 19 marzo 2026. Riproponiamo qui l’intervista di Aldo Cazzullo del 2005, un anno dopo il malore che colpì il fondatore della Lega.
GEMONIO (Varese) — E’ impressionante quante cose riesca a fare quasi contemporaneamente Bossi con la mano destra: fumare il sigaro, tormentare la biro, sfogliare un libro, chiamare sul cellulare Maroni («come va il Consiglio dei ministri? Hai votato contro il pacchetto del governo? Hai fatto bene, dobbiamo imporre i dazi. Tieni alta la bandiera. A Berlusconi non piacerà, ma noi sui dazi non molliamo»), riattizzare il fuoco nel camino, strofinarsi la mano sinistra, immobile. Vanno e vengono dal salotto il presidente della Provincia di Varese, Marco Reguzzoni, e l’assistente del leader, Diego. Bossi lo indica, sorride a mezza bocca e con gli occhi, si porta la mano dietro l’orecchio in un gesto goliardico; Diego ride: «No, gli sono devoto ma non sono gay, sono sposato…».
Umberto Bossi, come sta?
«Meglio».
E’ stato un anno fa.
«Una specie di tortura».
L’ha salvata sua moglie Manuela, dicono.
«Mia moglie




