
di Lorenzo Romagnoli
Uno studio italiano suggerische che l’interfaccia del social media possa infleunzare il nostro modo di riflettere su ciò che è giusto o sbagliato
Le piattaforme social sono costruite sulla base di algoritmi che privilegiano il coinvolgimento degli utenti, spesso dando priorità a contenuti emotivi ed estremi. Dato l’ampio uso dei social media, alcuni ricercatori si sono chiesti in che modo l’esposizione a questi contenuti possa modificare il nostro modo di pensare.
Uno studio condotto presso l’Università di Bologna, e caricato dicembre 2025 su un repository online (una piattaforma dove si possono depositare ricerche in attesa di revisione fra pari, cioè il giudizio di validità da parte di altri scienziati) ha indagato come cambiava il giudizio dei partecipanti riguardo a dilemmi morali a seconda che questi venissero proposti su Instagram o attraverso una piattaforma per questionari.
I dilemmi morali in questo caso consistevano in situazioni ipotetiche a proposito delle quali i partecipanti erano chiamati a prendere una decisione, resa complessa dal fatto che qualunque scelta avrebbe comportato il sacrificio di un valore morale piuttosto che di un altro. Un classico esempio: «é etico sacrificare una persona per salvarne cinque?»
Chi, nell’esperimento, era stato esposto ai




