di Francesca Basso
Roma in testa nella short list del Parlamento europeo ma non in quella del Consiglio che le ha preferito Lille. Nel voto congiunto delle due istituzioni la città francese ha vinto con 36 voti contro i 18 di Roma
Dalla nostra corrispondente
BRUXELLES L’Italia non ce l’ha fatta. Roma, arrivata inaspettatamente in finale con Lille, è stata battuta dalla città francese per ospitare la sede della futura Autorità doganale europea (Euca), che avrà il compito di gestire il Data Hub europeo, armonizzare le procedure dei dazi per l’e-commerce, contrastando l’afflusso di pacchi a basso costo provenienti dalla Cina, e coordinare l’analisi dei rischi e le attività operative tra le amministrazioni degli Stati membri. Oltre a Roma e Lille, avevano presentato la propria candidatura Varsavia, Zagabria, Bucarest, L’Aia, Liegi, Porto e Malaga.
La decisione è stata presa con voto congiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Ue, ovvero dai 27 Stati membri, attraverso una procedura speciale. Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno entrambi preselezionato Lille e Roma, senza consultarsi. Ma per il Parlamento, alla fine Roma è stata la prima scelta con 15 voti contro i 12 attribuiti a Lille, mentre in Consiglio hanno votato




