
di Stefano Montefiori
L’ex ministra degli Esteri di Madrid oggi è docente a Sciences Po: «In Europa si è rotta l’idea che le economie generano benessere e uguaglianza sociale»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – L’incontro che avrebbe dovuto svolgersi a Sciences Po ha luogo invece in un caffè, perché anche la scuola universitaria più prestigiosa di Francia ieri mattina è stata bloccata dagli studenti. Qualche ora dopo, in boulevard Saint-Germain, gli agenti interverranno con manganelli e gas lacrimogeni. Arancha González, già ministra degli Esteri spagnola nel governo di Pedro Sánchez, a Sciences Po è a capo della Paris School of International Affairs.
Esistono punti in comune nelle proteste che scuotono Francia e Spagna?
«I motivi sono diversi ma in comune c’è la stessa scintilla, ovvero la rottura del contratto sociale. I giovani francesi protestano per l’istruzione, quelli spagnoli per l’alloggio, ma in Europa si è rotta l’idea che le economie generano benessere e uguaglianza sociale».
Questa generazione sta peggio della precedente?
«Dipende da quali fattori consideriamo. Quanto ai diritti, questi giovani stanno meglio. E stanno meglio anche quanto a sanità e istruzione. Ma in base ad altri indicatori come l’accesso all’alloggio, l’accumulo di ricchezza o la sicurezza del lavoro,




