di Francesco Bertolino
Nel 2014 Google ha comprato la startup britannica Deepmind su cui ha costruito la sua intelligenza artificiale. È stata la prima di una lunga serie di acquisizioni in Ue da parte di investitori americani. Il caso dell’italiana Energy Dome e delle sue mega-batterie che piacciono a Big G
Prima ancora che OpenAI e Anthropic esistessero, una startup britannica stava già correndo dietro alla chimera della super-intelligenza artificiale, al sogno di creare computer che pensano come gli umani. Il suo nome era Deepmind, era stata fondata nel 2010 a Londra da tre ricercatori, due inglesi e uno neozelandese, e contava circa 50 ingegneri di fama globale. Se ne parliamo al passato è perché, al termine di una feroce competizione con Facebook, nel 2014 la startup guidata da Demis Hassabis (premio Nobel per la chimica nel 2024) è finita per 650 milioni di dollari sotto il controllo di Google, diventando l’architrave del modello Ai Gemini.
L’esodo delle startup europee
«Se Deepmind fosse rimasta in Europa, probabilmente oggi avremmo la prima azienda europea da oltre 1.000 miliardi — osserva Victor Englesson, partner del fondo di investimento svedese Eqt — invece stiamo ancora aspettando mentre il valore dei nostri




