
di Matteo Persivale
Anche Hegseth celebra la tregua: «L’Iran è decimato, ci hanno implorato»
DAL NOSTRO INVIATO
NEW YORK – Dire H asta la victoria siempre! non avrebbe reso linguisticamente l’idea di «America First» e allora meglio andare sul classico: «Vittoria decisiva, l’Iran ci ha implorato». La tregua? «Lavoreremo a stretto contatto con l’Iran». Il pedaggio a Hormuz? «Pensiamo a una joint venture , una bella cosa».
L’altra notte Trump aveva tenuto il mondo incollato alle tv, ai telefoni, ai computer, per capire se davvero avrebbe scatenato l’attacco apocalittico minacciato nei confronti dell’Iran. Ieri, per combattere l’inevitabile calo di tensione del day after, lo show è continuato.
La trovata mozzafiato
All’unico presidente che prima della Casa Bianca faceva la star di un reality, l’ultimatum aveva regalato il classico cliffhanger: la situazione mozzafiato, il finale in bilico che porta record di ascolti. E il cessate il fuoco di 15 giorni? The show must go on. La soluzione? Nitida, ieri, nei post social di Trump e nella conferenza stampa del ministro della Guerra Pete Hegseth: se l’obiettivo non è risolvere la trama, ma mantenere il pubblico davanti alla tv (o al telefono), bisogna sempre dare l’impressione




