
Scenari&tendenza di Confindustria Brescia prefigura un futuro prossimo non roseo a causa dei rincari delle materie prime e dell’aumento dei tassi d’interesse
Per le imprese bresciane il momento è delicato. La guerra nel Golfo ha sconvolto le prospettive dell’anno in corso e le aspettative di timida ripresa, lasciando temere l’avvio di una possibile fase recessiva, soprattutto se la guerra andrà avanti ancora a lungo. Scenari & Tendenze, il format di Confindustria Brescia arrivato alla 49esima edizione che mette al tavolo economisti per capire dove stiamo e dove si potrebbe finire, ieri non ha messo di buon umore la platea degli imprenditori.
Achille Fornasini (Università degli Studi di Brescia) ha parlato di effetti sistemici. Crescono le materie prime in modo considerevole (petrolio +73% dall’inizio della guerra, gas naturale +105,7%), il dollaro tende a rafforzarsi e a tornare bene rifugio, i tassi d’interesse tendono a risalire (con effetti su crediti a imprese e mutui). Anche se la guerra terminasse domani con un colpo di bacchetta magica, prima di rientrare dai sommovimenti in atto occorrerebbero alcuni mesi, addirittura due anni stando alle analisi più negative. Il quadro di partenza – lo ha ricordato Andrea Beretta Zanoni – non era roseo: nel 2025




