di Rinaldo Frignani
Da Aviano a Sigonella, ci sono anche munizioni nucleari. Per le missioni serve l’ok del governo
Due aeroporti militari (Aviano, in Friuli Venezia Giulia, e Sigonella, in Sicilia, – il cui uso è stato negato dall’Italia nelle ultime ore, al quale si aggiunge anche Ghedi, in Lombardia), due porti (Napoli e Gaeta), e due basi (Camp Darby, in Toscana, e Camp Ederle, in Veneto). Più una serie di installazioni soprattutto per le comunicazioni sparse sul territorio nazionale, come il Muos (Mobile user objective system) a Niscemi, in Sicilia, finito al centro delle polemiche per il rischio di emissioni nocive.
Sono le strutture militari utilizzate dagli Stati Uniti in Italia, con giurisdizione comunque italiana, e in coabitazione con le nostre forze armate che ne sono responsabili, cheWashington potrebbe chiedere di utilizzare a breve per le azioni militari in Iran e sul Medio Oriente. A queste si devono aggiungere un centinaio di presidi minori, e sembra, ma non ci sono conferme, anche una ventina la cui dislocazione è riservata.
In totale, secondo gli ultimi dati, sono circa 34mila i militari americani di stanza in Italia: circa 13mila nelle basi, ai quali




