di Guido Olimpio
L’ammissione del Pentagono e le foto pubblicate dalla Cbs. Perdite per tre miliardi di dollari
Nuove foto confermano i danni sostanziali subiti dalle basi americane nel Golfo Persico. Colpi portati con precisione dai pasdaran con l’uso di missili — a volte a testata multipla — o droni.
Già nei mesi scorsi erano state diffuse dai media Usa immagini sulle conseguenze dei bombardamenti e ora si sono aggiunte quelle ottenute dalla rete CBS. A fornirle militari che erano presenti nelle installazioni durante il conflitto.
Mostrano un aereo radar distrutto in Arabia, strutture demolite, postazioni sconvolte dalla pioggia di «dardi» tirati in successione. Il Pentagono è stato costretto a spostare parte dei mezzi in Giordania e in Israele mentre numerosi rifornitori sono stati schierati nell’Est Europa.
La mossa è riuscita a contenere le conseguenze, anche se i missili iraniani hanno bucato lo scudo che difendeva una pista giordana. La salva ha coinvolto un A 10 (persa un’ala) e dei caccia.
Inoltre è nato un dibattito interno sulla necessità di rivedere l’intera rete a disposizione di Washington rivelatasi troppo esposta al tiro dei guardiani della rivoluzione. Poche basi hanno




