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Le fabbriche tagliano, il voto cambia: il conto del Green Deal arriva a Bruxelles

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Sette anni fa nasceva il Green Deal europeo, presentato dalla Commissione di Ursula von der Leyen come strategia per rendere l’UE climaticamente neutra entro il 2050. Nel 2021 è seguito il pacchetto Fit for 55, con la proposta di ridurre del 100% le emissioni di CO2 delle nuove auto e dei furgoni dal 2035. Il cosiddetto ban termico è stato poi approvato nel 2023, con l’obiettivo di indirizzare il mercato verso vetture a zero emissioni di CO2 allo scarico.

Già nel 2019 il mercato automobilistico europeo mostrava segnali di rallentamento: le immatricolazioni erano cresciute dell’1,2%, raggiungendo 15,3 milioni di unità, ma la crescita si stava esaurendo.

Nel primo semestre del 2026 i volumi sono rimasti inferiori del 16% rispetto ai sei mesi dell’ultimo anno precedente alla pandemia. Proprio il Covid ha rappresentato uno spartiacque, facendo crollare le immatricolazioni del 23,7% nel 2020, a 9,94 milioni di unità.

La transizione si inceppa

Dal 2021 la transizione si è scontrata con una domanda di auto elettriche più debole delle attese. Nel 2025 le elettriche hanno rappresentato il 17% delle nuove immatricolazioni nell’UE, una quota ancora distante da quella necessaria per sostituire rapidamente il motore termico.

A frenare il mercato sono prezzi elevati,

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