
I dati di sette studi clinici collegano l’alimentazione vegetale a livelli più bassi di una proteina che segnala il rischio di infarto e ictus
Eu.Spa.
20 maggio – 16:05 – MILANO
C’è un tipo di infiammazione che non si avverte, non dà febbre e non fa male. Aumenta lentamente con l’età, in silenzio, ed è associata a malattie cardiovascolari, diabete, certi tumori. La medicina l’ha battezzata inflammageing, da “inflammation” e “ageing”, per descrivere qualcosa che tende ad accentuarsi invecchiando, senza che ce ne accorgiamo. Come arginarla è una delle domande più studiate dalla prevenzione. Un’analisi appena pubblicata sulla rivista Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases ha provato a rispondere guardando all’alimentazione: chi segue una dieta prevalentemente vegetale ha livelli più bassi di una proteina nel sangue che misura l’infiammazione e predice il rischio di infarto e ictus.
Proteina infiammatoria—
La proteina si chiama PCR, proteina C-reattiva: prodotta dal fegato in risposta agli stati infiammatori, è uno dei marcatori più usati in cardiologia. I valori hanno soglie precise: sotto 1 milligrammo per litro il rischio cardiovascolare è basso, tra 1 e 3 è nella media, sopra 3 è elevato. Valori che




