
di Mara Rodella
Al Lavoro con Brescia e Brescia Attiva criticano l’utilizzo massivo degli avvisi orali da parte di Sartori segnalandolo ai parlamentari di riferimento: tutte le forze di centrodestra ma il primo cittadino Laura Castelletti difendono il questore
Non si placa, anzi, «monta» la polemica politica dopo gli avvisi orali emessi dal Questore Paolo Sartori a carico di tre attivisti (del Magazzino 47 e del Collettivo onda studentesca) dopo il corteo dello scorso 24 gennaio in Carmine a sostegno del Rojava. L’ennesima «angheria», l’hanno definita proprio davanti agli uffici di via Botticelli. E in Loggia esplode il caso politico.
Dopo la nota — su carta intestata del Comune — con la quale i consiglieri Francesco Catalano (Al lavoro con Brescia) e Valentina Gastaldi (Brescia attiva) hanno annunciato di aver già «segnalato l’operato del Questore ai parlamentari» a fronte di «una modalità di gestione degli strumenti in suo possesso che ci crea sconcerto e grave preoccupazione per la garanzia del diritto a manifestare e a esprimere le proprie opinioni» che gli avvisi orali avrebbero tentato di «limitare ancora di più», la sindaca Laura Castelletti, come chiesto a gran voce dalla maggioranza, ha ritenuto «necessario intervenire con chiarezza»:




