di Massimiliano Nerozzi
Le autorità svizzere hanno parlato di «flashover», un fenomeno pericolosissimo, che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi, provocando una o più esplosioni
DAL NOSTRO INVIATO
CRANS-MONTANA – La «fontanella» sopra una bottiglia di champagne, il tetto infiammabile e la scala angusta: così il disco-bar di Crans-Montana si è trasformato in trappola mortale.
L’unica cosa certa, in una tragedia dall’innesco non ancora chiaro, la dice Frederic Gisler, comandante della polizia cantonale vallese: il rogo che ha fatto decine di vittime e oltre cento feriti, distruggendo il disco-bar «Le Constellation», «è stato un incidente»; escludendo così «ogni possibilità di gesto doloso».
Attenzione pure alla consecutio: «L’altra notte c’è stata un’esplosione che ha seguito l’incendio e non viceversa», continua Gisler. Che, subito dopo, fornisce un dettaglio che suona giù da capo d’accusa: «Una scala angusta era l’unica via d’uscita dal seminterrato del locale». Roba criminale, da Lasciate ogni speranza voi che entrate. Come confermeranno tutte le testimonianze dei sopravvissuti. Dunque, si indagherà alla ricerca di condotte colpose ma, nel frattempo, la procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, informa che «non ci sono persone in stato di fermo».
Tutto sarebbe dunque partito




