
di Emanuele Imperiali
Le vertenze attive riguardano oltre 6000 lavoratori. Solo Natuzzi e Original Marines ne contano la metà. Dodici invece le situazioni già chiuse ma in corso di monitoraggio, tra cui l’ex Jabil e l’ex Whirpool. Segnali di speranza al Sud: alcune aziende si stanno espandendo e cercano spazi dove insediarsi
Sedici tavoli di crisi attivi oggi nel Mezzogiorno, che riguardano 6.091 dipendenti. Ai quali ne vanno sommati altri 12 di monitoraggio, perché il ministero delle Imprese e del made in Italy, guidato da Adolfo Urso, controlla l’andamento di quelli per i quali le vertenze sono state chiuse ma bisogna vedere se le parti rispettano gli impegni assunti. In questi ultimi 12 gli addetti coinvolti sono 6.415. Ci sono tavoli di crisi aperti da molti anni, e altri, invece, molto più recenti. Economia del Corriere del Mezzogiorno è in grado di rivelare quali siano i primi e i secondi. Tra i 16 tavoli di crisi ancora aperti spiccano i più noti: dalla pugliese Natuzzi, con sede a Santeramo del Colle, i cui lavoratori sono ben 1751, alla campana Original Marines, che ne conta quasi altrettanti, 1693, ed ha sede nel napoletano. Passando per la Beko elettrodomestici




