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L’asso nella manica degli Houthi: custodi dello stretto di Bab el Mandeb

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di Guido Olimpio

La «Porta delle lacrime» è l’ingresso sud del Mar Rosso, ma per ora i miliziani evitano lo scontro

Il conflitto ha due punti critici: il primo è rappresentato dallo Stretto di Hormuz e il secondo è Bab el Mandeb, l’ingresso meridionale del Mar Rosso. Questo secondo passaggio, «la porta delle lacrime», entra ed esce nelle analisi degli esperti, un’oscillazione determinata dai custodi di questo snodo. Ossia gli Houthi dello Yemen. 

Partner dell’Iran, con armi a sufficienza, si sono costruiti una posizione di forza e di rendita. Un paio di giorni fa hanno interrotto la tregua accettata nel 2025 lanciando missili e droni contro il territorio israeliano, la ripetizione di quanto fatto per mesi. L’azione è stata interpretata non come il desiderio di riaprire subito il fronte ma piuttosto di trasmettere un segnale calibrato agli avversari. 

I miliziani vogliono per ora evitare uno scontro totale e si riservano il diritto di lanciarsi nella battaglia tenendo conto di fattori diversi. Possono passare all’attacco in modo continuato nel caso che l’Arabia Saudita e gli Emirati decidano di unirsi all’Epic Fury di Donald Trump. Oppure se Teheran dovesse chiedere una solidarietà maggiore nel caso vi sia un

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