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L’arte di arrangiarsi, versione cubana

L’arte di arrangiarsi, versione cubana 08 apr 2026

di   sara gandolfi

Bentrovati.
«Arreglárselas» (riparare tutto) è una parola d’ordine a Cuba da tempo. Chi ha visitato l’isola è di certo salito almeno una volta su una vecchia Cadillac anni Cinquanta, riparata e ritinteggiata alla perfezione (senza alcun pezzo di ricambio originale). I più curiosi avranno visto anche le sedie di metallo utilizzate come griglie per la carne o le biciclette trasformate in motociclette, molto prima che qualcosa di simile, e sicuramente più costoso, sfrecciasse sui marciapiedi delle città italiane (vedi foto sopra del «rikimbili», con una bottiglia di soda come serbatoio del carburante, scattata più di un decennio fa dall’artista cubano Ernesto Oroza).
Il governo dell’Avana non è da meno: stretto dall’embargo pluridecennale e della più recente crisi energetica, provocata dal blocco dei rifornimenti petroliferi imposto da Trump, ha inaugurato la prima «solinera» (stazione di servizio, nella foto sotto), ovvero un benzinaio («gasolinera») senza combustibili fossili.

L'arte di arrangiarsi, versione cubana

Il quotidiano ufficiale Granma informa che le autorità cubane stanno promuovendo una nuova cucina comunitaria nella provincia di Villa Clara come parte di un progetto di «indipendenza energetica locale»

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