
di Luigi Ippolito
A rischio la sopravvivenza della Corona. Solo il 45% dei sudditi britannici ha ancora fiducia nella famiglia reale. Il leader del movimento anti-monarchico spera nel referendum: «È questione di quando»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – I richiami storici si rincorrono: chi ricorda l’arresto — e successiva decapitazione — di Carlo I alla metà del XVII secolo, chi dice che quanto stiamo vedendo è peggio dell’abdicazione di Edoardo VIII nel 1936. In ogni caso «l’arresto dell’ottavo in linea di successione al trono è un terremoto — ha commentato Peter Hunt, veterano corrispondente reale dell Bbc —. I reali si trovano ora in acque inesplorate che sono mal equipaggiati a navigare. Dovranno rispondere a domande su Andrea e dovranno renderne conto: qualcosa che, fino a oggi, è stato per loro un concetto alieno».
E sicuramente la disgrazia abbattutasi sul fratello di re Carlo, ex principe reale e oggi semplice signor Mountbatten-Windsor, è qualcosa che colpisce al cuore la monarchia. Pur privato di tutti i suoi titoli, Andrea potrebbe tecnicamente ancora succedere al sovrano: scartati i minorenni, fra lui e il trono ci sono solo William e Harry. E considerato che il re è malato di cancro, William




