di Guido Olimpio
Lo sforzo militare è enorme (e costoso), ma Teheran ha imparato dai suoi errori di giugno. E resta ambiguo l’obiettivo finale di Trump
I negoziatori a Ginevra per cercare una soluzione, i generali nelle war room per mettere a punto le ultime mosse. Su tutti pressioni, timori di compiere passi azzardati ma anche bluff per indurre l’altro a scoprire le carte.
Molte delle attività sono visibili. La portaerei Ford ha lasciato Souda Bay (Creta) diretta verso il Mediterraneo orientale: un breve video su X postato da un testimone oculare l’ha mostrata salpare. Altre informazioni sono state diffuse da una compagnia privata cinese che da giorni diffonde immagini satellitari degli spostamenti dell’Us Air Force.
Ecco i velivoli a Diego Garcia, l’atollo nell’Oceano Indiano, usato in condominio dagli anglo-americani: Londra ne avrebbe vietato l’impiego per eventuali raid sull’Iran ma il veto non ha precluso lo schieramento di ricognitori, di rifornitori e di F-16 provenienti da Misawa, in Giappone. Secondo alcuni avrebbero compiti difensivi. Nota di un esperto: Pechino analizza le tattiche pensando a Taiwan.
Ampia la presenza di F-35 sulle piste di Muwaffaq Salti, in Giordania. E ancora




