di Paola Pica
L’amministratore delegato di Ypf, Marín: sicurezza energetica, saremo partner affidabili per l’Italia e l’Europa
Horacio Marín, avete firmato con Eni un accordo per sviluppare un progetto di gas naturale liquefatto da 12 milioni di tonnellate annue nella fase iniziale, 30 a regime. Cosa significa per l’Argentina?
«È un accordo storico che include anche Xrg di Abu Dhabi e che segnerà di fatto il passaggio del nostro Paese da importatore a esportatore strutturale di energia. Sono previsti tra le altre cose due impianti galleggianti a Vaca Muerta, in Patagonia: è un progetto integrato: produzione, trattamento, trasporto ed export».
Quale potrà essere il suo valore in termini di export?
«Solo nella prima fase, può generare fino a 10 miliardi di dollari l’anno. Nel complesso il settore energetico può arrivare a 30 miliardi di export entro il 2031, riportando in surplus stabile la bilancia energetica argentina dopo anni di deficit».
Cos’è Vaca Muerta?
«È uno dei principali bacini shale al mondo: quarto per risorse oil e secondo per gas. L’area copre circa 30 mila chilometri quadrati ed è sviluppata solo per l’8%. Ypf è il maggiore operatore con il 55% dell’olio e il 23% del gas prodotti




