
di Virginia Piccolillo
Il presidente della Corte Costituzionale: «Servono risposte»
ROMA – «I problemi della giustizia ci sono e richiedono risposte. E quindi occorre riannodare i fili di qualcosa che si è spezzato e mettersi al lavoro». A soli quattro giorni dal voto al referendum che l’ha spazzata via, la riforma della giustizia torna a rifiorire nel dibattito politico. A darle nuove prospettive il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso, che nella conferenza stampa annuale, esorta a ripartire dai «pilastri» di quella riforma: la separazione delle carriere, il doppio Csm, un nuovo metodo elettivo per i togati.
Lo fa con grande delicatezza istituzionale Amoroso, dicendo: «Non spetta a me fare valutazioni sulla politica e sulle giustizia». A dispetto degli slogan della campagna referendaria spiega che la «Costituzione non è immodificabile, può essere modificata ma bisogna farlo con buon senso e con saggezza» e con il sistema «del dialogo, del confronto, della concertazione». Aggiunge che la Corte, «ha ribadito l’esistenza di princìpi “fondamentali”» che non possono essere «modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale». Ma il richiamo a procedere nel solco del dibattito aperto lo lancia chiaro, specificando, «per legge ordinaria è stato fatto, si




