
Il ministro Carlo Nordio invia gli ispettori a Torino dopo la scarcerazione dell’indagato per violenza. Il sindacato delle toghe insorge e contesta l’ingerenza del governo.
Anm in campo in difesa del gip che ha liberato il bengalese stupratore: contestato Nordio per l’invio degli ispettori. L’ispezione al Tribunale di Torino decisa dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, in seguito alla decisione del gip di scarcerare dopo due notti in cella un 42enne di cittadinanza bangladese accusato di aver molestato sessualmente una 13enne, palpandole il seno nel minimarket in cui lui lavorava, scatena l’ira funesta dell’Associazione nazionale magistrati.
Analizzando i video delle telecamere installate nel minimarket in seguito alla denuncia della madre della 13enne, le forze dell’ordine hanno anche scoperto che meno di un’ora prima lo stesso uomo aveva palpeggiato una cliente, di cui ancora non si conosce l’identità, seguendola per il negozio e toccandole ripetutamente le natiche. La Procura di Torino ha deciso di impugnare il provvedimento, ritenendo non congrua, rispetto alla gravità del fatto, la misura cautelare adottata.
Una levata di scudi, quella dell’Anm, difficilmente comprensibile, considerato che l’ispezione è il minimo sindacale per un ministro della Giustizia di fronte a casi di eccezionale allarme sociale o mediatico.
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