di Redazione Economia
Il mercato toccherà i 350 miliardi entro il 2035 (+129%). Per Matteo Gavioli: «l’AI non sostituisce l’umano, ne potenzia le performance»
Nel 2026 le pubbliche relazioni non sono più un semplice supporto alla comunicazione e al marketing, ma uno degli asset strategici più rilevanti per aziende, brand, professionisti e istituzioni. In un contesto dominato da fake news, sovraccarico informativo, crisi reputazionali e algoritmi che influenzano la visibilità, destinare budget significativi alle PR significa investire in credibilità, fiducia e posizionamento. Non a caso, il mercato globale del settore continua a crescere a ritmi sostenuti: secondo le più recenti stime internazionali, come riportato da Global Growth Inside, il settore supererà i 155 miliardi di dollari a livello globale nel 2026, con una crescita media annua vicina al 10%. Un trend che riflette una consapevolezza ormai diffusa: la reputazione è un capitale. Basti pensare che le valutazioni degli esperti in ottica futura vedono un autentico boom del settore che entro il 2035 varrà quasi 356 miliardi dollari, con una crescita complessiva del 129% in 10 anni.
Un interesse che cresce ed evolve, da mera visibilità a reale valore economico. Per anni infatti le PR sono state valutate




