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La trattoria non è finita: è finita l’improvvisazione. Chi sopravvive nel 2026

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Come smettere di essere ostaggio delle piattaformePresidiare Google Business Profile come fosse l’ingresso del localeSpingere prenotazioni dirette (anche con piccoli benefit)Costruire un database clienti (anche semplice: WhatsApp broadcast o newsletter)Usare le recensioni come “customer care pubblico”: risposte brevi, umane, operative1 contenuto a settimana che racconti un piatto, una storia, un produttore. Costanza batte genialità.

Cosa fare domani mattina in cucina e in cassaTagliare il menu del 20–30%: meno sprechi, più controllo, stessa soddisfazioneFare engineering dei piatti: Quali fanno margine? quali fanno volume? Quali sono “vanity”?Definire 3 fasce prezzo: comfort / signature / premium (così il cliente sceglie senza sentirsi punito)Fissare una regola semplice: ogni piatto deve avere un perché (margine, identità o rotazione)Mettere sotto controllo due numeri: costo del personale su incasso e food cost reale (non teorico)

Il vero collo di bottiglia è il lavoro, non la creativitàLa crisi non è “mancano camerieri”: la crisi è che il lavoro di sala e cucina, così com’è stato progettato, non regge più.Cosa serve:Turni sostenibili e previsione (la gente scappa dal caos, non dalla fatica)Ruoli chiari, formazione minima, incentivi legati a obiettivi realiSemplificazione operativa: meno piatti inutilmente complessi, più qualità replicabileReimpostare il servizio: meno teatrino, più precisione, calore e velocità.

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