
di Francesca Basso
La decisione della Serbia di riconoscere al criminale di guerra Ratko Mladic, il «Macellaio di Srebrenica», funerali di Stato con tanto di onori militari è incompatibile con i principi dell’Ue
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – È l’ultimo episodio di una serie di tensioni tra Bruxelles e Belgrado, che segnano la distanza del Paese dei Balcani dall’Unione europea e i suoi valori, e che hanno portato allo stallo nei negoziati per l’adesione avviati nel 2014. La decisione della Serbia di riconoscere al criminale di guerra Ratko Mladic, il «Macellaio di Srebrenica», funerali di Stato con tanto di onori militari è incompatibile con i principi dell’Ue. La Commissione europea ha ricordato che Mladic «era stato condannato dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia all’ergastolo» nel 2017, sentenza confermata in appello nel 2021 e ha sottolineato che «qualsiasi glorificazione dei criminali di guerra è in contrasto con i valori europei più fondamentali e non ha posto né nell’Ue né nei Paesi candidati all’adesione all’Ue». Un messaggio chiaro all’indirizzo di Belgrado: «Qualora Ratko Mladic venisse sepolto in Serbia, spetterebbe alle autorità serbe confermare il loro eventuale ruolo nelle esequie di Ratko Mladic».
Il presidente serbo Aleksandar Vucic sta giocando




