di Giuliana Ferraino
Letta: senza unione dei mercati impossibile competere, da 27 dobbiamo diventare uno. Per i due ex premier l’Ue deve trasformare le analisi in scelte operative.
L’Europa è arrivata a un punto in cui non bastano più i rapporti. Deve fare un salto di potere: passare dalla teoria all’azione, dalle diagnosi alla costruzione concreta di strumenti comuni. Al ritiro – o brainstorming – di Alden Biesen, Mario Draghi ed Enrico Letta perciò non hanno offerto nuove analisi, hanno messo i leader di fronte a una scelta.
L’ex presidente della Bce, intervenuto ieri in mattinata, ha avvertito che il contesto economico è peggiorato rispetto alla presentazione del suo rapporto e che è «urgente agire». Ha richiamato i leader europei a ridurre le barriere nel mercato unico, superare la frammentazione dei mercati azionari, mobilitare il risparmio europeo e abbattere il costo dell’energia. E ha evocato, se necessario, il ricorso alle cooperazioni rafforzate per accelerare sui dossier bloccati. Le sue parole hanno dato l’impronta alla discussione tra i Ventisette.
Il clima, raccontano i presenti, è stato molto positivo. Ma la sostanza del messaggio è severa. Il panorama economico si è deteriorato e l’Europa sta pagando un




