Presso gli antichi Greci, la Sicilia godeva della fama di essere la culla della buona tavola, una terra in cui il piacere del cibo e la ricchezza dei banchetti si contrapponevano alla tradizionale frugalità della Grecia continentale. Già nell’ambiente siracusano, dove era nata l’antica commedia dorica, la gastronomia occupava un posto importante nella vita culturale. All’inizio del V secolo a.C., Epicarmo celebrava gioiosi simposi e sontuosi conviti, descrivendo piatti prelibati e proponendo veri e propri elenchi di specialità ricercate.
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Un’antica raffigurazione di Epicarmo, poeta greco che celebrò i piaceri della tavola siciliana
Le origini della letteratura gastronomica in Sicilia
Verso la fine dello stesso secolo, in Sicilia si sviluppò persino una letteratura dedicata alla cucina. Tra i suoi primi esponenti figura Miteco (Mithaicos), gastronomo siceliota, forse originario di Siracusa, ricordato da Socrate in un dialogo di Platone. Di lui sappiamo purtroppo molto poco, ma alcune testimonianze sono sopravvissute nei secoli. Nei Deipnosofisti di Ateneo di Naucrati, opera del II secolo d.C., viene infatti riportata una ricetta attribuita a questa antica tradizione gastronomica: un trancio di tonno grigliato con formaggio ed erbe aromatiche. La preparazione prevedeva una spessa fetta




