
di Davide Frattini
L’Iran: «L’accordo con l’Oman per lo Stretto è quasi definito». Dopo un mese torna la paura a Dubai. L’attacco israeliano in Siria irrita Washington
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
GERUSALEMME – Le stelle con le strisce bianche e rosse, è il cerchio a non far parte della bandiera americana. Serve a Donald Trump per circondare quello che definisce «nuovo territorio degli Stati Uniti». È lo Stretto di Hormuz che sta tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman, è il passaggio via mare su cui l’Iran vuole il controllo totale — balzelli per i mercantili internazionali compresi — mentre il presidente aveva già vagheggiato di inglobarlo, spacconate geopolitiche come per la Groenlandia. «Presto correggeremo la sua illusione», commentano dal ministero degli Esteri a Teheran, scambi bellicosi per ora via social media.
Paura a Dubai
Ad agitarsi sono anche le acque reali. Un cargo è stato colpito ieri durante la navigazione e un membro dell’equipaggio è stato ucciso: l’organizzazione della marina britannica che ha segnalato l’attacco non ha indicato i responsabili. Per la prima volta da un mese a Dubai è stato diffuso l’allarme per «minacce missilistiche»: due lanci dall’Iran, gli Emirati Arabi Uniti sono stati tra i più bersagliati




