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La sfida delle fabbriche mosse dall’AI: «Senza data center e mini-reattori l’industria a Nordest non ha futuro»

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di Federico Nicoletti

L’economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffé: «Gli imprenditori veneti si facciano avanti»

«Senza potenza di calcolo ed energia non c’è futuro per la manifattura a Nordest». Allacciate le cinture, per esser «sparati» nell’industria in cui robot e macchinari sono mossi dall’intelligenza artificiale agentica, quella che trasforma i processi industriali in algoritmi di apprendimento. «Non un software, ma un altoforno fatto di energia e dati», in un’epoca, «in cui ci servono silicio e uranio, non un’altra Pedemontana». In cui sono le imprese a dover pensare a come dettare all’intelligenza artificiale il modo per gestire i robot, senza attendere passivamente soluzioni. Il Virgilio che accompagna l’ascoltatore, un po’ sotto choc, nella quinta rivoluzione industriale è l’economista della Bocconi Carlo Alberto Carnevale Maffé, ieri perno del dibattito al Meeting dei Giovani di Confindustria del Nordest (Emilia Romagna compresa), al museo M9 di Mestre, intitolato non a caso «Energ.IA».

Lo stupore e l’allarme

Un viaggio nervoso, dettato dallo slogan di una delle slide di Carnevale Maffé: «Senza calcolo la fabbrica è cieca, senza energia continua la fabbrica è ferma». «Il dato è il nuovo capitale d’impresa – aggiunge l’economista -, ne abbiamo per terabyte, salvo tenerli fermi, mentre

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