
di Paola Di Caro
Intervista al presidente del Senato: «Da Santanchè atto di responsabilità non dovuto. Giorgia ne uscirà più forte. Sul No si è riversata ogni arrabbiatura, ma il consenso verso il governo a me pare ancora solidissimo»
Lo aveva detto molto tempo prima: «Il referendum sulla giustizia? Temo che il gioco con valga la candela...».
Non le hanno dato retta, presidente La Russa.
«Non mi prendo meriti e non faccio il grillo parlante. Io immaginavo che sarebbe stato un grosso rischio affrontare un agone in cui, come in tutti i referendum politici, alla fine ci si pronuncia con un sì o un no sganciato dal quesito referendario. E la tentazione di riversare sul No ogni problema, arrabbiatura, è fortissima. Tanto più dopo i toni di questa campagna elettorale».
E invece Giorgia Meloni si è gettata a capofitto nella campagna elettorale.
«Perché è una leader coraggiosa, seria, che mantiene la parola. E anche se oggi questa sconfitta può farle male, io credo che alla fine farà bene».
In che senso?
«Staremo a vedere quali saranno gli effetti concreti sul consenso al governo — che io ritengo ancora solidissimo — ma sicuramente la sua immagine ne può uscire




