
Nell’inferno del pavé il belga ha battuto Pogacar vincendo la sua seconda Monumento e coronando il sogno di una vita: è stata la Parigi-Roubaix della rivincita. La vittoria di chi “ha smesso di crederci tante volte” per poi ricominciare sempre a farlo
Se non avete pianto non vogliamo conoscervi. Wout van Aert che vince la Parigi-Roubaix è l’apoteosi del sogno romantico che si prende la rivincita sulla realtà. Siete tifosi di Tadej Pogacar? Fa niente, anche voi per questa volta sarete felici per Wout. Il vostro cuore batte per Mathieu van der Poel? Lo sappiamo, ma persino voi stavolta avrete sentito le farfalle allo stomaco. Non possono esserci appassionati di ciclismo che rimangono insensibili a quello che abbiamo visto succedere nel nord della Francia, in quello che normalmente chiamiamo inferno ma che stavolta per qualcuno è stato il paradiso. Se esiste un grande disegno del destino, non poteva che essere così. Van Aert che in una corsa a eliminazione si ritrova davanti insieme al campione di tutto, che rimane incollato alla ruota del campione del mondo così pronto all’apoteosi da avere scelto il bianco integrale per la corsa più sporca che ci sia. Van Aert che sceglie di non collaborare




