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La ricchezza dei nonni e il conto dei nipoti: la longevità che spacca in due l’economia italiana

di Redazione Economia

Gli over 60 concentrano gran parte della ricchezza e dei consumi mentre i giovani restano più poveri. La longevity economy cresce, ma apre un nuovo divario generazionale. Questa fascia detiene il 60% della ricchezza nazionale

L’invecchiamento della popolazione non può più essere letto soltanto come una questione demografica o come una criticità per i sistemi pensionistici. Sempre più studiosi parlano di «economia della longevità», un cambiamento strutturale che sta ridefinendo modelli di consumo, strategie industriali e politiche pubbliche. In Italia questo fenomeno appare ancora più marcato: gli over 60 costituiscono la fascia della popolazione che concentra la quota più consistente della ricchezza privata nazionale. Possiedono immobili, dispongono di risparmi accumulati durante la vita lavorativa e, non di rado, detengono il controllo di imprese familiari o partecipazioni rilevanti in aziende. In altre parole, le generazioni più mature non sono soltanto più numerose rispetto al passato: sono anche più longeve, più patrimonializzate e ancora pienamente inserite nella vita economica. Non stupisce quindi che la cosiddetta industria della longevità stia emergendo come uno dei nuovi campi di espansione per imprese e investitori. Secondo le proiezioni demografiche dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat), oltre 14 milioni di italiani hanno

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