di Davide Frattini
Il presidente avverte l’Iran: «Iniziamo dalla centrale elettrica più grande». Lo scià: «Non fatelo»
DAL NOSTRO INVIATO
TEL AVIV – L’ultimatum vuole sbloccare lo Stretto di Hormuz che adesso gli iraniani minacciano di bloccare del tutto a causa dell’ultimatum. È la rappresaglia annunciata dai Pasdaran, se Donald Trump (alla scadenza questa sera sul fuso del presidente americano) darà ordine di bombardare le centrali elettriche iraniane: «Cominceremo dalla più grande», aveva scritto come sempre in lettere maiuscole sul suo social media Truth. «Funzionerà, con la distruzione totale dell’Iran», ha ripetuto ieri sera.
Sarebbe la strategia che Scott Bessent chiama in un’intervista alla emittente Nbc: «Aumentare la tensione per ridurre la tensione». Ovvero sparare proclami sperando di intimorire gli avversari e rischiare di dover sparare bombe se i nemici tengono duro. Il segretario al Tesoro usa invece l’esempio di un’arte marziale (il jiu jitsu) per giustificare la decisione di aver sospeso le sanzioni sul petrolio esportato dagli ayatollah: «Usiamo il loro greggio contro di loro perché così siamo in grado di controllare a chi finisce e come vengono usati i fondi». Come sul tatami le tecniche più convolute sono spesso le più rischiose ed espongono ai contrattacchi.




