
di Roberto Gressi
L’ex ministra: sì a una giustizia seria e a magistrati liberi
L’ultima pasionaria. La prima e indiscussa fu Dolores Ibárruri, suo lo slogan «No pasarán», con il quale combattè, insieme alle brigate internazionali, nel tentativo fallito di difesa della Repubblica contro Francisco Franco, nella guerra civile spagnola. Era piena di italiani, la Spagna degli anni Trenta. Luigi Longo, il comandante Gallo, che poi sarà segretario del Pci. Teresa Noce, altra pasionaria, moglie di Longo e da lui lasciata nel 1953, con una richiesta di annullamento del matrimonio nel quale ne contraffaceva la firma. Lo stalinista Vittorio Vidali, il comandante Carlos, che per amore ancora di una pasionaria, Tina Modotti, probabilmente non fu senza peccato nella morte prematura del suo precedente compagno.
L’ultima pasionaria, si chiama invece Rosaria Bindi, detta Rosy, e con il movimento internazionale comunista, ma anche con quello italiano, non ha nulla a che spartire. È lei la punta di diamante, insieme a Vittorio Bachelet, nella battaglia referendaria prossima ventura contro la separazione delle carriere dei magistrati. Ed è il suo volto a dominare in tv sul fronte del No.
È nata a Sinalunga, il 12 febbraio del 1951 e viene dall’Azione




