
di Guido Olimpio
La fine del leader potrebbe portare alla frammentazione del suo gruppo, scatenando ulteriore violenza. E gli Stati Uniti hanno fornito informazioni di intelligence per arrivare all’uccisione del narcotrafficante
Quattro punti sull’uccisione de El Mencho, capo del Cartello di Jalisco-Nueva Generacion.
1. La «decapitazione» di un network criminale è un risultato importante e lo è ancora di più in questo caso. Tuttavia, è possibile che la fine del leader porti ad una frammentazione del suo gruppo con ulteriore violenza. Lo racconta la storia messicana recente.
2. Il cartello di Jalisco è il più militarizzato, ha un buon arsenale di armi, è stato spesso protagonista di imboscate nei confronti delle forze di sicurezza. In passato ha anche abbattuto un elicottero. Dispone di droni e sistemi per neutralizzarli, razzi antitank, mitragliatrici e veicoli blindati «fatti in casa».
3. I blocchi e gli assalti nelle zone urbane da parte dei narcos dopo la cattura o morte di un loro padrino sono una tattica costante, studiata e attuata in modo ricorrente. È un segno di sfida alle autorità ma anche una dimostrazione di «potere».
4. L’agenzia Reuters ha rivelato il ruolo della Joint Task Force-Counter Cartel americana




