
L’uccisione del capo del Cartello Jalisco Nueva Generación segna una svolta nella lotta al narcotraffico tra Messico e Stati Uniti. Ma la fine del boss apre scenari incerti: vuoti di potere, nuove faide e il rischio di un’escalation di violenza.
Il Messico ha inferto il colpo più duro degli ultimi anni alla criminalità organizzata: Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come “El Mencho”, è morto durante un’operazione militare nel cuore dello Stato di Jalisco. La sua eliminazione segna un punto di svolta nella strategia del governo contro i narcos e arriva in un momento di forti pressioni da parte di Washington per arginare il traffico di droga verso gli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito dal Ministero della Sicurezza, il blitz è stato condotto dalle forze speciali nel municipio rurale di Tapalpa, nei pressi di Ajijic. L’operazione sarebbe stata pianificata dall’intelligence militare e realizzata con il supporto dell’aeronautica e di reparti scelti della Guardia nazionale. Le autorità statunitensi avrebbero fornito elementi informativi aggiuntivi.
Oseguera, ex poliziotto divenuto capo del Cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), era considerato uno dei narcotrafficanti più potenti al mondo. Washington aveva messo sulla sua testa una ricompensa da 15 milioni di dollari. Il CJNG, oltre al traffico internazionale




