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La metamorfosi di Serena Brancale a Sanremo, dal tormentone tamarro alla raffinatezza di «Qui con me»: ma le due anime coesistono da sempre

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di Barbara Visentin

La cantautrice pugliese, diplomata in canto jazz, ama le contaminazioni e quest’anno è tra i favoriti in gara con un brano dedicato alla madre scomparsa

Dimenticate la Serena Brancale un po’ tamarra di «Anema e core». Quest’anno, in gara a Sanremo, c’è la Serena Brancale sofisticata di «Qui con me», un brano toccante che è una lettera alla madre, scomparsa nel 2020, e che è dato fra i favoriti, già nella cinquina dei più votati dalla sala stampa dopo la prima sera del Festival. 

La metamorfosi della cantautrice pugliese, a un anno di distanza, è evidente, ma non deve trarre in inganno: «Un artista può essere questo e quello», aveva detto lei lo scorso anno, intervistata da Teresa Ciabatti su Sette. 

Perché a muoversi su un doppio binario Brancale è abituata, un po’ Dr Jekyll e un po’ Mr Hyde, talvolta raffinata interprete jazz talvolta scatenata cantante di tormentoni in dialetto barese, come «Baccalà», il brano che le ha dato la svolta commerciale. 

Le due Serene sono complementari anche nell’immagine: lo scorso anno c’era quella biondo platino, bomba sexy con mise sgargianti, a servizio di un tormentone adatto a far ballare e a spopolare su

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